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Il Corpus Raddese - introduzione storica

   

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Nel maggio 1997, in occasione di un Convegno Nazionale su Guido d'Arezzo, nel quale mi trovavo in veste di relatore, sono venuto a conoscenza, tramite il Prof. Cesarino Ruini , dell'esistenza di un manoscritto musicale appartenuto al Convento francescano di Radda in Chianti ed ora facente parte della Biblioteca Musicale L. Feininger, custodita presso il Castello del Buon Consiglio a Trento. Lo stesso Ruini mi informò sommariamente, nel breve tempo del pranzo, del fatto che il manoscritto fosse un bellissimo esemplare di Kyriale interamente costituito di Messe nello stile del canto fratto. Lo stesso mi faceva notare inoltre le ottime condizioni generali del volume e l'esistenza del colophon in cui è scritto che un certo P. Benigno da S.Giovanni Valdarno, aveva composto l'intero libro per il Convento di S. Maria in Prato a Radda, convento che nel 1736 era nel pieno della sua espansione, essendo passati non più di trenta anni dalla sua fondazione.

La cosa destò subito il mio interesse ed avendo intrapreso già da circa un mese lo studio di un possibile progetto culturale, che prevedeva una serie di eventi di musica sacra nelle pievi romaniche del Chianti, da presentare al Consorzio Eurochianti secondo le modalità di un bando uscito nel maggio 1998, pensai di inserire come elemento fondamentale del progetto lo studio e la trascrizione del manoscritto, così da sfruttare non solo i monumenti (chiese) e strumenti ( organi ) chiantigiani ma anche la musica stessa. Nel frattempo, grazie ancora al prof. Ruini, che mi aveva inviato un sunto della sua scheda del manoscritto, ho avuto tutti i dati necessari per poter stilare il progetto e in ogni sua parte nella maniera più dettagliata possibile.

A settembre 1998 il progetto denominato " Alle Radici della Cultura musicale chiantigiana : L'Organo e la musica corale in Chianti, " che secondo l'ultima stesura prevedeva lo studio del manoscritto, la trascrizione per intero in notazione moderna e la realizzazione di sei eventi musicale dislocati su tutta l'area chiantigiana, ha ricevuto l'approvazone della commissione e quindi è divenuto operativo in ogni sua componente.

Nel mese di ottobre 1998 feci un viaggio a Trento, in occasione del convegno su: " Il Canto Piano nell'era della stampa" ed ho potuto conoscere i responsabili del Servizio beni librari della Provincia Autonoma di Trento, ente che custodisce oggi la biblioteca L.Feininger, i quali molto gentilmente mi hanno permesso di consultare il Manoscritto catalogato come F.C.131 e mi hanno indicato il modo per ottenere il microfilm del manoscritto e l'autorizzazione allo studio.

Dal mese di Dicembre1998 iniziai la trascrizione e lo studio dei brani, estrapolandone subito alcuni e fornendoli alle tre corali chiantigiane partecipanti al progetto, in maniera di garatire un debito tempo di studio in vista degli appuntamenti di giugno, settembre ed ottobre 1999, secondo il calendario delle manifestazioni fissato nel progetto .

A metà di dicembre 1998, per una pura casualità estemamente fotunata intervenne un fattore nuovo che ha in un certo senso modificò la struttura del progetto, rendendolo ancora più interessante.

Camminando come di mio solito per le vie di Firenze e sbirciando di libreria in libreria, sono passato per caso davanti ad una libreria antiquaria ed essendo stato colpito da due o tre volumi di dimensioni enormi, ho deciso di entrare e chiedere che cosa fossero. Molto gentilmente il commesso mi ha mostrato quei libri ed appena ho aperto il primo, che aveva una pesante copertina di legno, mi sono trovato di fronte a questa scritta: " Supplelmentum pro Choro Conventus Sanctae Mariae Radde R..P.Jucundo a Monte Agnano Guardino act. A.D. MDCCCLV ". Subito cercai la possibilità di comprarlo e dopo una buona trattativa riuscii ad aggiuducarmi il manoscritto, che contiene molte messe e credo in canto fratto. Essendo, comunque, una trattativa particolare, il commesso mi riservò il volume e la sera sono passato per trattare direttamente con il titolare. Quest'ultimo, molto gentilmente, avendo visto che il mio interesse andava oltre il fatto puramente antiquario, mi disse che lui era il titolare da poco tempo e che aveva ereditato la libreria da suo suocero ma si ricordava di aver visto altro materiale del genere in magazzino, però essendo questo in cattive condizioni (senza legatura) non lo aveva portato in negozio; mi dette quindi appuntamento alla settimana successiva per andare a vederlo. Quando tornai dall'antiquario egli mi mostrò una serie di fascicoli musicali sciolti, senza legatura, che contenvano brani in canto fratto, ed un altro volume intero, corrispondente all'Ufficiatura dei Morti, in canto gregoriano; dopo una nuova trattativa acquistai tutto il materiale da cui ho ricostruito, con l'auito della Sig.ra Barbara Giuffrida, altri tre libri, di cui uno estremamente simile per dimensioni e per grafia sia a quello acquistato per primo, sia al manoscritto di Trento.

Anche se già a prima vista era logico pernsare che data la situazione, data la grafia dei manoscritti essi potessero essere parte di uno stesso blocco, in seguito dopo un piccolo studio ed un accurato confronto posso ritenere plausibile che anche la maggior parte di questi fascicoli facesse parte della biblioteca liturgica del Convento francescano di Radda.

Da quel momento non avevo più di fronte a me un solo testimone della vita musicale raddese ma avevo di fronte l'occasione di poter in qualche modo ricostruire uno spaccato quanto mai importante e significativo della cultura musicale sette-ottocentesca partendo proprio dallo studio delle fonti musicale del Convento francescano.

Un capitolo importante poi è stato la ricerca nelle fonti storiche del convento; sono andato nell'archivio della Provincia Toscana dei Frati Minori, ed ho trovato la Cronaca del convento di S. Maria in Prato, dove ho potuto trovare le indicazioni precise sulla costruzione del convento stesso, sulla costruzione dell'organo ed anche su una commisione al P. Benigno per la dotazione di "Libri Liturgici". Inoltre nella stessa ricerca è stato possibile reperire notizie circa altri due frati - compositori i cui nomi ho trovato nei fascicoli sciolti.

Come se fossimo davanti ad un puzzle che si svela pian piano e soprattutto grazie forse ad una buona dose di fortuna ho trovato un'altra traccia essenziale che avvolora la mia tesi sulla localizzazione di tutto il materiale rinvenuto nella libreria antiquaria. Durante i lavori di ristrutturazione del Convento, intervenuti dall'anno 1999, dietro una nicchia situata dentro vecchi armadi a muro, sono venuti alla luce una trentina di stampini in ferro e ottone . Questi piccoli "quadrati di metallo", giudicati insignificanti erano stati accantonati e forse sarebbero andati dispersi se uno dei muratori, conoscendo il mio attacamento al convento non mi avesse informato della cosa e dopo aver visto il mio interesse me li avesse regalati. Anche se di per se il valore venale è nullo, quello scientifico certamente no. Essi in primo luogo costituiscono la conferma che nel convento esisteva un piccolo " scriptorium" forse gestito solo da uno o due frati, che molto probabilmete serviva le necessità del convento. Ma la cosa ancora più significtiva è che dal confronto tra le forme delle e note musicali e delle lettere degli stampini con il manoscritto ed i fascicoli reperiti nella libreria antiquaria emerge una sostanziale uguaglianza.

L'insieme di questi fatti ha avvalorato la tesi circa il ricongiungimento di una buona parte della biblioteca liturgica del convento di S. Maria in Prato e quindi mi ha anche spinto alla stesura di nuovi progetti che prevedono lo studio, la trascrizione, e la valorizzazione di questo materiale.

Grazie al munifico inervento della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che ormai da ben tre anni, sponsorizza il nostro progetto, sono riuscito a analizzare e studiare tutto il materiale in mio possesso e a trascrivere una buona parte del manoscritto più grande e inequivocabilmente di Radda.

Nelle mie intenzioni c'è la volontà di trascrivere tutto e pubblicare l'intero "Corpus".

Michele Manganelli